Tassa sul Junk food. Abbiamo saltato il dolce e ora siamo alla frutta.
Credo che abbiamo finito le idee sul come spillare i soldi ai contribuenti.
Siamo arrivati a tassare il grasso che circonda il nostro ombelico.
Premetto che storicamente faccio parte della categoria dei cicci, quindi posso dire di conoscere bene il problema ma non avrei mai pensato che si potesse utilizzare la scusa della dieta mediterranea per appiopparci una nuova bella tassa da pagare.
Non si tratta di un’invenzione italiana ovviamente (se non altro le cose che si inventano da noi, di solito, hanno un po’ di genio) ma della classica soluzione importata.
Questo giro la scusa è il disincentivo del consumo dei cibi non salutari. Peccato che nessuno sappia su che parametri si basa questa selezione di non salubrità. L’obiettivo del gettito è il rinvigorimento della spesa sanitaria (non è sufficiente?).
Banalmente vedo due problemi a questa cosa:
- i ciccioni golosi se fregano se le patatine o i cioccolatini costano un euro in più.
- si penalizzano i prodotti made in Italy.
Insomma la salvaguardia del nostro girovita passa per il nostro portafogli.