Web 2.0: distinguere il marketing dalle vere opportunità

Web 2.0

Web 2.0: una termine pieno di significato o un termine abusato dal marketing? Chi è veramente esperto nel settore, e io non mi reputo tale, considera il termine come tutto e niente: web 2.0 è semplicemente l’evoluzione di quello che avveniva pochi anni fa con gli strumenti a disposizione nel periodo.
L’introduzione di AJAX e quindi la rivincita di JavaScript, la maggiore diffusione di Internet e la necessità di colmare il gap comunicativo tra le persone hanno portato alla nascita dei cosidetti network sociali, luoghi virtuali dove persone ed entità virtuali (o avatar) scambiano, pubblicano e vivono sul web.

Google ha ridato luce alla parola BETA con l’avvento di GMail, simbolo di instabilità presunta ed ora simbolo di innovazione e di sperimentazione. Alpha, Beta, RC sono parole e sigle ben note da chi sviluppa software per professione ed indicano i vari stadi del software per arrivare alla release finale. Ormai tutto è Beta, ma non nel senso tecnico del termine: è BETA per via del marketing, beta è bello… se non usi qualcosa in beta non sei nessuno.

Il web 2.0 doveva essere il web semantico: la trasformazione del WWW in un ambiente dove i documenti pubblicati siano associati ad informazioni e dati che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto all’interrogazione, all’interpretazione e, più in generale, all’elaborazione automatica.
Un web pieno di significato per chi fruisce le informazioni, un modo di fruire il web diverso. E un qualcosa si sta muovendo, cominciamo a vedere i flussi RDF e logiche dei predicati per introdurre un po’ di intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni.
Personalmente non credo che il web 2.0 sia il web semantico, le tecnologie di ricerca attuali sono ancora limitate e i recenti cambiamenti all’algoritmo PageRank di Google è stata una dimostrazione fondamentale di ciò.

Web 2.0 è quindi un mondo dove i contenuti sono spostati verso l’utente che decide effettivamente cosa vedere e cosa gli interessa. Dopo anni finalmente ci si comincia a staccare dalla scatola televisiva e diventare partecipi di quanto possa offrire Internet, è l’utente che si crea la propria opinione secondo un ciclo evolutivo personalizzato.

Per le aziende web 2.0 cosa vuol dire? Vuol dire spostare l’obiettivo dell’interesse sull’intrattenimento dell’utente. Siamo noi, aziende, che dobbiamo cercare l’utente… è finita l’era in cui è l’utente che cerca l’azienda, siamo in una fase in cui il mercato offre molto di più di quello che l’utente può ricevere (il cosidetto mercato dell’offerta).
Quindi il web 2.0 può dare gli strumenti per offrire un punto di mediazione tra noi e i nostri clienti, offrire informazioni, cultura e conoscenza sui nostri prodotti.

Usciamo dalla concezione markettara del web e diffidate dal Web 2.0 proposto come soluzione ai problemi: Internet è uno strumento potentissimo e dobbiamo offire qualcosa che agli utenti serva davvero. Bisogna comprendere gli utenti: fornire uno strumento AJAX enabled, aperto alla community e bellissimo è completamente inutile se l’utente non ne sente l’esigenza. Bisogna innovare e servono idee ;-)

Related Posts with Thumbnails

Popularity: 1%

Share this Post:
Digg Google Bookmarks reddit Mixx StumbleUpon Technorati Yahoo! Buzz DesignFloat Delicious BlinkList Furl

No Responses to “Web 2.0: distinguere il marketing dalle vere opportunità”

Leave a Reply:

Name (required):
Mail (will not be published) (required):
Website:
Comment (required):
XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Indirizzo per il Trackback