WWW Day: un’opportunità mancata
Oggi pomeriggio ho partecipato al WWW Day, indetto dallo Studio Boraso.com, una delle web agency più diffuse nella zona di Rovigo e del polesine.
Il flyer che mi è pervenuto titolava “La nuova internet 2.0: una grande opportunità per le piccole e medie imprese che vogliono crescere”. Decido che può essere una buona occasione per conoscere come si muovono le altre agency polesane e mi iscrivo.
La location è l’Hotel Savonarola ad Occhiobello, praticamente a due passi dalla sede dell’azienda in questione. Arrivo e non trovo nessun cartello riguardante l’evento, individuo comunque l’ingresso della sala conferenze, mi registro e prendo posto a sedere.
L’evento comincia un po’ in ritardo e il primo intervento è l’apertura di Massimo Boraso, che spiega il Web 2.0. A seguire tutti gli interventi di Micelli, Bustreo, Soffiato e Targa: tutti più o meno interessanti. ‘unico intervento tenuto a livello professionale è sicuramente quello tenuto da Luca Targa mentre tutti gli altri hanno mostrato di non essersi preparati un discorso o peggio ancora di leggere direttamente da fogli posizionati sul leggio.
L’intervento più interessante come contenuti è stato quello di Soffiato sui blog, che è stato capito dalla platea molto più degli altri interventi ma dal punto di vista comunicativo non è stato un gran che.
Una pecca comune dell’evento è sicuramente rappresentata dalle slide: per lo più illeggibili; con layout pessimo, colori senza un minimo di contrasto e font molto piccoli.
Gli interventi si susseguono in rapida successione e secondo la mia opinione sono molto superficiali o generalisti. Diciamo che non colgono l’essenza della giornata: WWW Day doveva essere la giornata per far conoscere alla gente come sta cambiando il web e come loro dovrebbero affrontare questo cambiamento.
Quello che ne è uscito è invece una blanda mossa commerciale di autopromozione, tanto più che la maggior parte degli invitati si lodava o lodava i relatori dimenticandosi dell’evento WWW Day. La serie di case history è una conferma di ciò, portando l’esempio di siti web che non sanno proprio di web 2.0 e che il termine sia stato usato secondo questa affermazione:
“Gli scettici replicano che il termine Web 2.0 non ha un vero e proprio significato, in quanto questo dipende esclusivamente da ciò che i propositori decidono che debba significare per cercare di convincere i media e gli investitori che stanno creando qualcosa di nuovo e migliore, invece di continuare a sviluppare le tecnologie esistenti.”
WWW Day è stato una novità nell’ambito polesano che ha visto il tipico svolgimento markettaro, comune nelle aziende di basso profilo. Avrei preferito di molto vedere qualche esempio in più di case history reale (magari non boraso.com) e non siti da 200 visite al giorno spacciati per siti di portata mostruosa. Il pregio di questa manifestazione è tuttavia la sensibilizzazione delle aziende, da considerare merce rara ed ottima in un ambiente statico come Rovigo e il suo polesine. Insomma un WWW Day da ripetere sicuramente ma da rivedere completamente nell’approccio e nei contenuti: un po’ meno marketing, un po’ più cultura