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	<title>Internet e tecnologia tra Polesine e Rovigo &#187; Tutorial</title>
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	<description>Il blog di Eduard Roccatello. Startupper appassionato, affascinato dalla tecnologia e pieno di opinioni su tutto :-)</description>
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		<item>
		<title>Rimuovere il limite di 15 voci di menu in WordPress</title>
		<link>http://www.roccatello.it/tutorial/553-rimuovere-il-limite-di-15-voci-di-menu-in-wordpress</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 12:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduard Roccatello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[WordPress è la piattaforma più diffusa per la creazione di blog e siti web. La versione 3.x uscita qualche mese fa ha portato una vera innovazione nella gestione dei blog, trasformandosi in un micro CMS molto flessibile e personalizzabile. Sono state infatte introdotte numerose innovazioni come la gestione del menu, la possibilità di creare tassonomie, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>WordPress è la piattaforma più diffusa per la creazione di blog e  siti web. La versione 3.x uscita qualche mese fa ha portato una vera  innovazione nella gestione dei blog, trasformandosi in un micro CMS  molto flessibile e personalizzabile.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="Wordpress" src="http://www.pcimprover.it/files/2010/09/wordpress-logo-450x321.png" alt="" width="450" height="321" /></p>
<p>Sono state infatte introdotte numerose innovazioni come la gestione  del menu, la possibilità di creare tassonomie, di associare immagini  personalizzate ai post e molte altre novità interessanti per chi  gestisce un sito web.</p>
<p>Succede tuttavia a volte che si trovino delle problematiche da risolvere come quello oggetto del tutorial. Vediamola insieme.</p>
<h3>Il problema</h3>
<p><strong>“La mia installazione di  WordPress non mi fa aggiungere più di 15-16 voci di menu. Se tento di  aggiungere una nuova vengo mandato alla schermata di login.”</strong></p>
<p>Un problema abbastanza fastidioso che però non è legato a wordpress stesso, bensì ad un estensione di PHP nota come Suhosin.</p>
<p>Suhosin nasce come una patch per la protezione e la sicurezza di PHP  che introduce alcuni limiti che devono essere adeguatamente configurati.  Il problema di WordPress nasce proprio da un problema di  configurazione. Non vengono consentire abbastanza variabili nel  passaggio delle varie chiamate HTTP.</p>
<h3>La soluzione</h3>
<p>Configurare Suhosin ovviamente! Aprite il file<strong> /etc/php5/apache2/conf.d/suhosin.ini </strong>e inserite questi due parametri all’interno:<br />
 <code>suhosin.request.max_vars = 500<br />
 suhosin.post.max_vars = 500<br />
 </code><br />
 Nel caso ancora non funzioni provate ad incrementare il valore.  Impostandolo a 0 si annulla ogni limite ma potrebbe essere  controproducente dal punto di vista della sicurezza.</p>
<p>Happy hacking! <img src='http://www.roccatello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<item>
		<title>Modificare l’MTU su Mac OS X per le connessioni VPN</title>
		<link>http://www.roccatello.it/tutorial/540-modificare-l%e2%80%99mtu-su-mac-os-x-per-le-connessioni-vpn</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduard Roccatello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[mtu]]></category>
		<category><![CDATA[networking]]></category>
		<category><![CDATA[osx]]></category>

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		<description><![CDATA[Apple con l’aggiornamento 10.6.4 di Snow Leopard ha introdotto numerose migliorie al sottosistema di gestione della VPN. Nonostante ciò alcune problematiche rimangono e spesso può capitare che non funzioni l’autodiscovery dell’MTU e che i pacchetti vengano continuamente frammentati o peggio scartati dai vari router fino al server VPN. Questo è ciò che succedeva ad esempio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apple con l’aggiornamento 10.6.4 di Snow Leopard ha introdotto numerose migliorie al sottosistema di gestione della VPN. Nonostante ciò alcune problematiche rimangono e spesso può capitare che non funzioni l’autodiscovery dell’MTU e che i pacchetti vengano continuamente frammentati o peggio scartati dai vari router fino al server VPN.</p>
<p><a rel="lightbox[628]" href="http://www.pcimprover.it/files/2010/07/osx-network-icon.jpg"><img src="http://www.pcimprover.it/files/2010/07/osx-network-icon.jpg" alt="" width="394" height="392" /></a></p>
<p>Questo è ciò che succedeva ad esempio nel server VPN della redazione. La connessione non autoregolava l’MTU e venivano scartati alcuni pacchetti rendendo la connessione molto lenta. Tramite una serie di ping con valori differenti verso il server è possibile trovare l’MTU corretto, che nel caso in questione è 1400.</p>
<p>Impostarlo al volo è molto semplice ed è sufficiente il comando:</p>
<pre>sudo ifconfig ppp0 mtu 1400</pre>
<p>Rendere le modifiche permanenti è più complicato. Aprite il file <em>preferences.plist</em> con un editor di testo:</p>
<pre>sudo vim /Library/Preferences/SystemConfiguration/preferences.plist</pre>
<p>Raggiungete la sezione &lt;Key&gt;PPP&lt;/Key&gt; ed inserite in coda i valori seguenti:</p>
<pre>&lt;key&gt;LCPMRU&lt;/key&gt;
&lt;integer&gt;1400&lt;/integer&gt;
&lt;key&gt;LCPMTU&lt;/key&gt;
&lt;integer&gt;1400&lt;/integer&gt;</pre>
<p>Personalizzate i valori con il vostro dato ricavato dalla serie di ping con DF flag abilitato.<br />
Salvate il tutto e riavviare la VPN per avere un funzionamento ottimale.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Navigazione anonima tramite SSH e SOCK5</title>
		<link>http://www.roccatello.it/pensieriliberi/454-navigazione-anonima-tramite-ssh-e-sock5</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 13:29:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduard Roccatello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri liberi]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere geek]]></category>
		<category><![CDATA[hacking]]></category>
		<category><![CDATA[proxy]]></category>
		<category><![CDATA[sock]]></category>
		<category><![CDATA[ssh]]></category>
		<category><![CDATA[tunnel]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete connessi ad un hotspot condiviso o nella vostra rete locale aziendale e non sentite la vostra privacy al sicuro. Forse siete solo paranoici o forse sono stati installati dispositivi per tracciare le vostre attività senza che voi ve ne accorgiate. Nel caso migliore potreste tuttavia voler solamente accedere al vostro account Facebook ma il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siete connessi ad un hotspot condiviso o nella vostra rete locale aziendale e non sentite la vostra privacy al sicuro. Forse siete solo paranoici o forse sono stati installati dispositivi per tracciare le vostre attività senza che voi ve ne accorgiate. Nel caso migliore potreste tuttavia voler solamente accedere al vostro account Facebook ma il vostro amministratore di sistema ve lo impedisce&#8230; (ha! ha! <img src='http://www.roccatello.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> )</p>
<p><a href="http://www.deadlock.it/wp-content/uploads/2010/02/744px-pirate_flag_of_rack_rackhamsvg.png"><img title="744px-pirate_flag_of_rack_rackhamsvg" src="http://www.deadlock.it/wp-content/uploads/2010/02/744px-pirate_flag_of_rack_rackhamsvg-300x200.png" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Come tecnico non potete non desiderare il bypass di queste limitazioni (magari per il solo gusto di farlo <img src='http://www.roccatello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> )!<br />
Perciò&#8230; se il vostro sysadmin vi consente la connessione a server remoti via SSH&#8230; ecco la soluzione!</p>
<p>SSH ha una splendida caratteristiche che vi consente di incanalare tutto il traffico diretto verso una certa porta del sistema locale. Ma&#8230; se non avete un proxy dall&#8217;altro lato del tunnel?</p>
<p>Non preoccupatevi! SSH ha una soluzione per voi&#8230; lo potete utilizzare come un server SOCK5 grazie all&#8217;allocazione dinamica del tunneling!</p>
<p><code>ssh -D PORTA_LOCALE_SOCK INDIRIZZO_DEL_SERVER</code></p>
<p>Avviatelo ad esempio con: “ssh -D 8123 ssh.myserver.com”. Avviate ora Mozilla Firefox ed impostate 127.0.0.1 con porta 8123 come SOCK5 nell&#8217;interfaccia per la configurazione della rete (dove impostate anche i proxy).</p>
<p>Happy hacking e buona navigata! <img src='http://www.roccatello.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Guida ai beep del BIOS per la diagnostica</title>
		<link>http://www.roccatello.it/hardware/451-guida-ai-beep-del-bios-per-la-diagnostica</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 20:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduard Roccatello</dc:creator>
				<category><![CDATA[hardware]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>

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		<description><![CDATA[La diagnosi dei malfunzionamenti dei nostri amati personal computer è quanto meno problematica. Accade spesso che una macchina non si accenda, facendo pensare ad un guasto dell&#8217;alimentatore, o che si rifiuti di partire con criptici messaggi del BIOS. Questa componente, pur essendo stata resa obsoleta dall&#8217;introduzione della tecnologia EFI, è ancora predominante fra le schede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La diagnosi dei malfunzionamenti dei nostri amati <strong>personal  computer</strong> è quanto meno problematica. Accade spesso che una macchina  non si accenda, facendo pensare ad un guasto dell&#8217;alimentatore, o che si  rifiuti di partire con criptici messaggi del <strong>BIOS</strong>. Questa  componente, pur essendo stata resa obsoleta dall&#8217;introduzione della  tecnologia EFI, è ancora predominante fra le schede madre oggi in  commercio, salvo qualche generosa eccezione che consente la scelta della  tecnologia da utilizzare.</p>
<p><img title="bios" src="http://www.pcimprover.it/files/2010/01/bios.jpg" alt="bios" width="427" height="345" /></p>
<p>Per facilitare la diagnosi i BIOS moderni emettono una sequenza di  beep acustici, dove ad ogni sequenza corrisponde un particolare  significato, che dovrebbe aiutare nella diagnosi.</p>
<p>Nel caso di un <strong>BIOS Award</strong>, le sequenze sono le seguenti:</p>
<ul>
<li><strong>1 lungo + 2 brevi</strong><br />
 Errore della scheda video</li>
<li><strong>1 lungo</strong><br />
 Errore della memoria RAM</li>
<li><strong>1 lungo + 3 brevi</strong><br />
 Errore della scheda video</li>
<li><strong>1 lungo continuato</strong><br />
 Errore della scheda video o della memoria</li>
<li><strong>1 beep con pausa ogni 2 secondi</strong><br />
 Errore della memoria ECC</li>
</ul>
<p>Nel caso di un <strong>BIOS AMI</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>da 1 a 3 brevi</strong><br />
 Errore della memoria RAM</li>
<li><strong>da 4 a 7 brevi</strong><br />
 Errore della scheda madre</li>
<li><strong>8 brevi</strong><br />
 Errore della scheda video e/o della memoria video</li>
<li><strong>9 brevi</strong><br />
 Errore generico</li>
<li><strong>1 lungo + 3 brevi</strong><br />
 Errore nel test della memoria</li>
<li><strong>1 lungo + 8 brevi</strong><br />
 Errore nell&#8217;accesso alla scheda video</li>
</ul>
<p>Nel caso di un <strong>BIOS PHOENIX</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>1 + 1 + 4</strong> <strong>brevi</strong><br />
 Errore generico del bios</li>
<li><strong>1 + 2 + 2</strong> <strong>brevi</strong><br />
 Errore generico sulla scheda madre</li>
<li><strong>1 + 4 + 2<strong> brevi</strong></strong><br />
 Errore della memoria</li>
<li><strong>2 + 1 + 1 brevi</strong><br />
 Errore della scheda video o della memoria</li>
<li><strong>4 + 3 + 4 brevi</strong><br />
 Batteria tampone scarica</li>
<li><strong>4 + 2 + 1</strong> <strong>brevi</strong><br />
 Errore del chipset</li>
<li><strong>Brevi e continui</strong><br />
 Mancano i moduli di memoria</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aggiungere un alias IP alla rete di Mac OS X</title>
		<link>http://www.roccatello.it/macosx/449-aggiungere-un-alias-ip-alla-rete-di-mac-os-x</link>
		<comments>http://www.roccatello.it/macosx/449-aggiungere-un-alias-ip-alla-rete-di-mac-os-x#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:37:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduard Roccatello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mac OS X]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[osx]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle reti complesse è a volte necessario aggiungere un alias IP ad una qualsiasi interfaccia di rete: magari si è assegnato un IP statico e si sta lavorando su una subnet diversa o semplicemente si può dover testare il routing o delle politiche di sicurezza. Si tratta infatti di un&#8217;operazione molto comune sotto Linux e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle reti complesse è a volte necessario aggiungere un alias IP ad  una qualsiasi interfaccia di rete: magari si è assegnato un IP statico e  si sta lavorando su una subnet diversa o semplicemente si può dover  testare il routing o delle politiche di sicurezza.</p>
<p>Si tratta infatti di un&#8217;operazione molto comune sotto Linux e facile  da eseguire anche sotto Windows.</p>
<p>Anche su <strong>Mac OS X</strong> non è complesso. E&#8217; solamente un po&#8217;  nascosta in quanto si va ad utilizzare il <strong>Terminale</strong> invece  dell&#8217;interfaccia grafica, in combinazione con la potenza del comando <strong>ifconfig</strong>.</p>
<p><strong>Ecco come creare un alias IP su Mac OS X:</strong></p>
<p><code>sudo ifconfig INTERFACCIA alias IP NETMASK</code></p>
<p>Ad esempio: <em>sudo ifconfig en1 alias 192.168.1.100 255.255.255.0</em></p>
<p>Per rimuovere l&#8217;alias:</p>
<p><code>sudo ifconfig INTERFACCIA -alias IP</code></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Caricare allegati su GMail con il drag and drop</title>
		<link>http://www.roccatello.it/lifestyle/360-caricare-allegati-su-gmail-con-il-drag-and-drop</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduard Roccatello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere geek]]></category>
		<category><![CDATA[allegati]]></category>
		<category><![CDATA[estensione]]></category>
		<category><![CDATA[firefox]]></category>
		<category><![CDATA[gmail]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche tempo il mio client di posta predefinito è diventato GMail: mi trovo benissimo in quanto mi consente di aggregare facilmente i miei account e poi ho il supporto nativo per iPhone . Sublime L&#8217;unica pecca veramente fastidiosa è la mancanza di supporto al drag and drop per l&#8217;inclusione di allegati. Finalmente ho trovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche tempo il mio client di posta predefinito è diventato <strong>GMail</strong>: mi trovo benissimo in quanto mi consente di aggregare facilmente i miei account e poi ho il supporto nativo per <em>iPhone </em>. Sublime <img src='http://www.roccatello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>L&#8217;unica pecca veramente fastidiosa è la mancanza di supporto al <strong>drag and drop per l&#8217;inclusione di allegati</strong>. Finalmente ho trovato un metodo per aggirare il problema grazie ad un&#8217;estensione di <em>Firefox </em>chiamata <strong>DragDropUpload</strong>.</p>
<p><a href="http://www.roccatello.it/wp-content/uploads/drag-drop-upload-gmail.png"><img class="alignnone size-full wp-image-361" title="drag-drop-upload-gmail" src="http://www.roccatello.it/wp-content/uploads/drag-drop-upload-gmail.png" alt="drag-drop-upload-gmail" width="340" height="67" /></a></p>
<p>Installatndo questa estensione è possibile utilizzare il drag and drop per popolare i campi file dell&#8217;HTML.</p>
<p>Fortunatamente funziona anche con GMail nonostante questi abbia un nuovo metodo basato su Adobe Flash per inserire gli allegati.<br />
Basta trascinare il file sulla scritta &#8220;<em>Allega file&#8230;</em>&#8221; (o Attach file &#8211; per gli anglofoni).</p>
<p><a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/2190">Drag Drop Upload</a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CheckBoxMate per la selezione veloce delle checkbox</title>
		<link>http://www.roccatello.it/tecnologia/317-checkboxmate-add-ons-for-firefox</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 08:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduard Roccatello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[addon]]></category>
		<category><![CDATA[firefox]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalo questa comodissima estensione per selezionare checkbox multiple con Firefox. Utilissimo per chi come me utilizza sempre Gmail, Hotmail o Yahoo! Mail e deve selezionare velocemente la posta indesiderata. Semplicemente cliccate e trascinate per selezionare le checkbox. Scarica CheckBoxMate]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo questa comodissima estensione per selezionare checkbox multiple con Firefox.</p>
<p>Utilissimo per chi come me utilizza sempre Gmail, Hotmail o Yahoo! Mail e deve selezionare velocemente la posta indesiderata.</p>
<p><a href="http://www.roccatello.it/wp-content/uploads/checkboxmate1228044223.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-319" title="checkboxmate1228044223" src="http://www.roccatello.it/wp-content/uploads/checkboxmate1228044223.jpg" alt="checkboxmate1228044223" width="552" height="278" /></a></p>
<p>Semplicemente <strong>cliccate e trascinate per selezionare le checkbox</strong>.</p>
<p>Scarica <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/9740">CheckBoxMate</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Guida agli errori STOP di Windows</title>
		<link>http://www.roccatello.it/tecnologia/272-guida-agli-errori-stop-di-windows</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 10:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduard Roccatello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[windows]]></category>
		<category><![CDATA[errori]]></category>
		<category><![CDATA[stop]]></category>

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		<description><![CDATA[STOP 0x0000000A &#8211; IRQL_NOT_LESS_OR_EQUAL Il messaggio di stop in questione indica che un processo in modalità supervisore (ring 0 / kernel mode) o un driver ha tentato di accedere ad una zona di memoria non concessa o che il livello di interruzione richiesto (IRQL &#8211; Interrupt Request Level) e&#8217; troppo elevato, in quanto un processo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>STOP 0x0000000A &#8211; IRQL_NOT_LESS_OR_EQUAL</strong><br />
Il messaggio di stop in questione indica che un processo in modalità supervisore (ring 0 / kernel mode) o un driver ha tentato di accedere ad una zona di memoria non concessa o che il livello di interruzione richiesto (IRQL &#8211; Interrupt Request Level) e&#8217; troppo elevato, in quanto un processo lato kernel può accedere solo a livelli di interrupt inferiori o uguali a quello posseduto.<br />
Solitamente questo errore è dovuto ad hardware incompatibile, problemi al software o più frequentemente alla memoria RAM danneggiata.</p>
<p><strong>STOP 0x0000001E &#8211; KMODE_EXCEPTION_NOT_HANDLED</strong><br />
Questo errore indica che è stata generata un eccezione in modalità supervisore (kernel mode) che non è stata gestita da nessun blocco di codice. Solitamente è dovuta ad errori di programmazione.<br />
Altri codici di errore riconducibili a questo codice di stop sono 0&#215;80000003, 0xBFC0304, 0&#215;0000000 e 0&#215;0000001.</p>
<p><strong>STOP 0&#215;00000024 &#8211; NTFS_FILE_SYSTEM</strong><br />
Il codice di errore NTFS_FILE_SYSTEM indica un problema al driver per la gestione del filesystem NTFS, che si occupa della lettura e scrittura di file e cartelle nel disco. Solitamente dovuto ad un bug nel driver &#8220;ntfs.sys&#8221;.</p>
<p><strong>STOP 0&#215;00000023 &#8211; FAT_FILE_SYSTEM</strong><br />
Il codice di errore FAT_FILE_SYSTEM, analogamente a quanto visto per NTFS_FILE_SYSTEM, indica un problema al driver per la gestione dei filesystem FAT16 e FAT32, che si occupa della lettura e scrittura di file e cartelle nel disco. Solitamente dovuto ad un errore di programmazione.</p>
<p><strong>STOP 0x0000002E &#8211; DATA_BUS_ERROR</strong><br />
Questo errore indica un errore nel controllo di parità della memoria.<br />
Solitamente è dovuto a errori nella memoria (RAM, cache integrata, memoria video) ma anche a errori di programmazione dei driver che tentano di accedere a zone di memoria non indirizzabili.</p>
<p><strong>STOP 0x0000003F &#8211; NO_MORE_SYSTEM_PTES</strong><br />
Il codice di errore 0&#215;3 indica che sono state esaurite le voci della Page Table (PTES -&gt; Page Table EntrieS).<br />
Questo è solitamente dovuto ad un grande numero di operazioni di I/O (lettura/scrittura) da parte di un driver, non progettato per la corretta gestione della memoria.</p>
<p><strong>STOP 0&#215;00000050 &#8211; PAGE_FAULT_IN_NONPAGED_AREA</strong><br />
Probabilmente l&#8217;errore più diffuso e contemporaneamente quello più difficile da diagnosticare.<br />
Potrebbe essere generato da numerose cause: errori di programmazione in un qualsiasi driver, hard disk danneggiato, RAM corrotta o non funzionante. Potrebbe anche generarsi durante la connessione di una periferica esterna (USB o Firewire) ma, non necessariamente, il problema è insito nella periferica stessa.</p>
<p><strong>STOP 0&#215;00000077 &#8211; KERNEL_STACK_INPAGE_ERROR</strong><br />
Indica che la pagina di memoria richiesta dal kernel per lo swapping dalla memoria virtuale non può essere individuato o trascritto in memoria. Questo errore potrebbe derivare da problemi hardware, corruzione dei dati su disco o infezioni virali.</p>
<p><strong>STOP 0&#215;00000079 &#8211; MISMATCHED_HAL</strong><br />
Indica che il tipo di kernel installato e il livello di astrazione hardware utilizzato (HAL &#8211; Hardware Abstraction layer) non sono compatibili. Può succedere quando si è installato Microsoft Windows con l&#8217;ACPI abilitato e se ne è poi effettuata la disabilitazione da BIOS.</p>
<p><strong>STOP 0x0000007A &#8211; KERNEL_DATA_INPAGE_ERROR</strong><br />
Questo errore viene generato quando il kernel non è stato trovato nel file di memoria virtuale su disco e non può essere portato in memoria. Potrebbe essere dovuto a problemi al controller del disco o a componenti incompatibili tuttavia si può verificare in particolari condizioni hardware.<br />
Se infatti il disco è collegato come periferica Slave e non è presente nessun&#8217;altra periferica come Master, potrebbe manifestarsi il codice di stop 0x7A durante l&#8217;installazione di Windows XP o durante il recupero dalla modalità di StandBy.</p>
<p><strong>STOP 0x0000007B &#8211; INACCESSIBLE_BOOT_DEVICE</strong><br />
Questo errore si manifesta se il sistema operativo non è in grado di inizializzare i driver per la gestione dei dischi fissi per il boot del sistema. Solitamente è dovuto alla sostituzione della scheda madre con un modello non compatibile con il precedente.</p>
<p><strong>STOP 0x0000007E &#8211; SYSTEM_THREAD_EXCEPTION_NOT_HANDLED</strong><br />
Indica che un thread di sistema ha generato un eccezione non catturata dal gestore degli errori.<br />
Potrebbe essere generato da un BIOS incompatibile, mancanza di spazio su disco, driver video incompatibili, RAM danneggiata o driver danneggiati.</p>
<p><strong>STOP 0x0000007F &#8211; UNEXPECTED_KERNEL_MODE_TRAP</strong><br />
Indica che il kernel non può effettuare un&#8217;intercept. Potrebbe essere dovuto a problemi sia hardware che software.</p>
<p><strong>STOP 0x0000008E &#8211; KERNEL_MODE_EXCEPTION_NOT_HANDLED</strong><br />
Solitamente dovuto ad un bug in un driver. E&#8217; necessario identificare l&#8217;eccezione generata per effettuare la diagnostica.</p>
<p><strong>STOP 0x0000009F &#8211; DRIVER_POWER_STATE_FAILURE</strong><br />
Il messaggio di errore 0x9F indica che un driver è in uno stato di gestione energetica inconsistente o non valido.</p>
<p><strong>STOP 0x000000BE &#8211; ATTEMPTED_WRITE_TO_READONLY_MEMORY</strong><br />
Un driver ha tentato di scrivere in una zona di memoria segnata come &#8220;sola lettura&#8221;. Dovuto a problemi di programmazione dei driver.</p>
<p><strong>STOP 0x000000C2 &#8211; BAD_POOL_CALLER</strong><br />
Un processo lato kernel o un driver hanno tentato di allocare una zona di memoria inesistente, di allocare una zona di memoria di dimensione 0, di liberare una zona di memoria già libera o di liberare una zona di memoria ad un livello IRQ troppo alto. Dovuto a bug dei driver.</p>
<p><strong>STOP 0x000000CE &#8211; DRIVER_UNLOADED_WITHOUT_CANCELLING_PENDING_OPERATIONS</strong><br />
Un driver è stato rimosso dal kernel senza cancellare le operazioni in coda.</p>
<p><strong>STOP 0x000000D1 &#8211; DRIVER_IRQL_NOT_LESS_OR_EQUAL</strong><br />
Il sistema ha tentato di accedere ad una zona di memoria paginata utilizzando un livello di interruzione (IRQL) troppo alto. Generato da driver che utilizzano zone di indirizzamento errate.</p>
<p><strong>STOP 0x000000EA &#8211; THREAD_STUCK_IN_DEVICE_DRIVER</strong><br />
Un driver sta mettendo il sistema in attesa per un tempo indefinito. Solitamente è un problema generato dai driver video, in attesa dell&#8217;hardware per entrare in stato di idle. Aggiornate i driver / firmware della scheda video ed assicuratevi che non abbia problemi hardware.</p>
<p><strong>STOP 0x000000ED &#8211; UNMOUNTABLE_BOOT_VOLUME</strong><br />
Il kernel ha tentato di montare la partizione di boot senza successo.<br />
Solitamente il problema è dovuto a problemi di cablaggio delle periferiche ATA.</p>
<p><strong>STOP 0x000000F2 &#8211; HARDWARE_INTERRUPT_STORM</strong><br />
Il kernel ha rilevato un &#8220;Interrupt Storm&#8221;, ovvero quando un dispositivo selezionato dal livello di interrupt non libera la richiesta di interrupt (IRQ &#8211; Interrupt Request). Potrebbe essere dovuto sia a problemi hardware che a problemi di driver.</p>
<p><strong>STOP 0xC0000221 &#8211; STATUS_IMAGE_CHECKSUM_MISMATCH</strong><br />
Indica problemi al filesystem dovuti a corruzione dei dati o del disco o da driver buggati. Altra causa potrebbe essere dovuta alla memoria RAM danneggiata.</p>
<p><strong>STOP 0xC0000218 &#8211; UNKNOWN_HARD_ERROR</strong><br />
Un file necessario al registro per funzionare non può essere caricato. Potrebbe indicare corruzione dei dati o semplicemente che il file è mancante. Dovuto a driver buggati o a fenomeni di corruzione della memoria RAM.</p>
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		<title>Cosa cambia con Python 3</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 13:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduard Roccatello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[python]]></category>

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		<description><![CDATA[Python 3.0 (noto anche come Python 3000 o Py3K) è la recente release del famosissimo linguaggio inventato da Guido van Rossum che ha portato sostanziali novità e, cosa molto importante, rompe la retrocompatibilità con le versioni precedenti. Questo significa che gli script Python 2.x potrebbero non funzionare con Python 3. Da notare il fatto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Python 3.0 </strong>(noto anche come Python 3000 o Py3K) è la recente release del famosissimo linguaggio inventato da Guido van Rossum che ha portato sostanziali novità e, cosa molto importante, <strong>rompe la retrocompatibilità </strong>con le versioni precedenti.</p>
<p><a href="http://www.roccatello.it/wp-content/uploads/280px-python_logo.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-235" title="280px-python_logo" src="http://www.roccatello.it/wp-content/uploads/280px-python_logo.png" alt="" width="280" height="280" /></a></p>
<p>Questo significa che gli script Python 2.x potrebbero non funzionare con Python 3. Da notare il fatto che Python 2.x non cesserà di esistere e verrà manutenuto ed ampliato per diverso tempo in parallelo con la versione 3 del pitone. La necessità di introdurre questa rottura con il passato è scaturita dal fatto che nel tempo Python ha accumulato modi ridondanti per lo svolgimento della stessa operazione e quindi con Python 3.0 si è voluto porre enfasi sulla <strong>rimozione dei costrutti e dei moduli duplicati</strong>. In questo modo si è andati a privilegiare la massima &#8220;Ci dovrebbe essere un &#8211; e preferibilmente unico &#8211; modo ovvio per farlo&#8221; (&#8220;There should be one—and preferably only one—obvious way to do it&#8221;).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Uno sguardo ai principali cambiamenti</strong></em></span></p>
<ul>
<li><strong>Print diventa una funzione</strong><br />
Lo statement <em>print</em> è ora una funzione vera e propria e deve quindi essere chiamata con l&#8217;uso delle parentesi.<br />
E&#8217; finalmente possibile modificare il separatore tra i vari parametri, impostandolo con <em>sep=&#8221;", </em>e redirezionare l&#8217;input su file in modo più intuitivo e lineare tramite il descrittore <em>file</em>, ad esempio con <em> file=sys.stderr</em>.</li>
<li><strong>dict() restituisce una vista </strong>(view) e non è più possibile riordinare quanto ritornato.</li>
<li><strong>map()</strong>, <strong>filter()</strong> e <strong>zip()</strong> ora restituiscono <strong>iteratori</strong>.</li>
<li><strong>range() sostituisce xrange()</strong>.</li>
<li>Gli <strong>operatori di comparazione </strong>ora funzionano solo con elementi che prevedono un ordinamento naturale significativo. Ovviamente è possibile definire il modo di comparazione degli oggetti anche se cmp() e __cmp__() vengono sostituite da __lt__(), __eq__() ed __hash__().</li>
<li><strong>long </strong>viene <strong>rinominato in int</strong>.</li>
<li>le frazioni restituiscono ora float.</li>
<li>Viene introdotta la separazione tra testo e dati binari. Tutto il testo è Unicode, tranne quello codificato (encoded Unicode) che è ovviamente binario.</li>
<li>Nuove sintassi e cambiamenti nella vecchia sintassi</li>
</ul>
<p>Questo è solamente un assaggio dei grandi cambiamenti che accompagnao la release di Python 3.0 ed auguriamo lunga vita al progetto <img src='http://www.roccatello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per approfondimenti fate riferimento alla guida ufficiale: <a href="http://docs.python.org/dev/3.0/whatsnew/3.0.html">Cosa cambia con Python 3.0</a></p>
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		<title>Mozilla Thunderbird con SSL richiede spesso il certificato</title>
		<link>http://www.roccatello.it/lifestyle/228-mozilla-thunderbird-con-ssl-richiede-spesso-il-certificato</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 08:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eduard Roccatello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Vivere geek]]></category>
		<category><![CDATA[email]]></category>
		<category><![CDATA[thunderbird]]></category>

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		<description><![CDATA[Mozilla Thunderbird è un eccellente software per la gestione della posta elettronica. Si tratta di un progetto opensource che ha riscosso un notevole successo tuttavia presenta ancora diversi problemi da sistemare. Si tratta generalmente di problematiche relative alle cosidette funzionalità avanzate, che cominciano tuttavia a diventare sempre più comuni. Una di queste è l&#8217;uso della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mozilla Thunderbird è un eccellente software per la gestione della <strong>posta elettronica</strong>. Si tratta di un progetto opensource che ha riscosso un notevole successo tuttavia presenta ancora diversi problemi da sistemare.</p>
<p><a href="http://www.roccatello.it/wp-content/uploads/6420_thunderbird.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-230" title="mozilla_thunderbird" src="http://www.roccatello.it/wp-content/uploads/6420_thunderbird-300x298.jpg" alt="" width="300" height="298" /></a></p>
<p>Si tratta generalmente di problematiche relative alle cosidette funzionalità avanzate, che cominciano tuttavia a diventare sempre più comuni.</p>
<p>Una di queste è l&#8217;uso della <strong>protezione SSL </strong>che consente di comunicare con il server tramite un livello di sicurezza criptato aggiuntivo. E&#8217; possibile utilizzarlo con i protocolli <strong>IMAP</strong>, <strong>POP</strong>, <strong>SMTP </strong>e <strong>LDAP </strong>abilitando la cosidetta <strong>autenticazione del client via SSL</strong>.</p>
<p>Tale funzionalità è ovviamente supportata, tuttavia capita molto spesso che <em>Mozilla Thunderbird richieda il certificato di sicurezza all&#8217;utente più frequentemente del dovuto</em>. La cosa può diventare molto noiosa a lungo andare e non vi nascondo che prima di capire come risolvere ho cambiato spesso client email (MUA) <img src='http://www.roccatello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Per aggirare questa problematica dovete seguire questa procedura:</p>
<ol>
<li>Aprite il menu delle Opzioni sotto Strumenti</li>
<li>Selezionate il sottomenu Avanzate</li>
<li>Selezionate l&#8217;etichetta Generale</li>
<li>Cliccate sull&#8217;editor della configurazione (Config Editor)</li>
<li>Impostate la proprietà &#8220;security.default_personal_cert&#8221;, ora impostata a &#8220;Ask every time&#8221;, a &#8220;Select Automatically&#8221;</li>
</ol>
<p>Fate attenzione a rispettare i caratteri maiuscoli e minuscoli ed avrete risolto il problema.<br />
Happy hacking!</p>
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