Approfittare della crisi sfruttando le famiglie

Approfittare della crisi sfruttando le famiglie

Il Polesine sembra reagire alla crisi nel peggior modo possibile.
Arrivo a casa a Ceregnano e trovo nel sacchetto del pane un bigliettino. Sì, mi faccio ancora portare il pane a casa. Un po’ per comodità, un po’ perché è una vita che succede ed è bello avere il pane sempre fresco.

Il biglietto recita grosso modo così:

Gli ultimi rincari di carburante, materie prime e dipendenti ci costringono ad aggiungere 3 euro / mese per il costo di consegna del pane.

Trattasi di circa 10 centesimi al giorno, potenzialmente un’inezia anche escludendo le domeniche (non si consegna il pane di domenica), ma vediamo di fare due conti in tasca all’oste di turno.

Supponiamo per difetto (molto per difetto) che le famiglie servite siano 100.
Facendo due conti siamo a 300 euro di rimborso spese per la consegna. Io faccio una valanga di chilometri al mese e devo dire che con 300 euro di carburante di strada se ne fa. Supponiamo un giro di 20 km al giorno, pari a circa 2 litri di carburante. Siamo a 3,50 euro al giorno, facciamo 4 euro. Arriviamo quindi alla spesa di 88 euro al mese (considerando i soli giorni di consegna, circa 22). Facciamo 100 euro.

Pensandoci bene: le spese per le materie prime vanno in conto sul pane… chi prendiamo in giro? Per quanto riguarda il dipendente… c’era anche prima e faceva lo stesso servizio. Da quando me lo ricordo l’ho sempre visto/a.

Non mi va di trarre conclusioni affrettate ma mi sembra che il titolo che ho scelto dica tutto.

 

Gestire il proprio tempo in modo efficace

Avete mai avuto l’impressione di non poter assolutamente staccare dal lavoro e prendervi un po’ di tempo per voi? Io questa sensazione ce l’ho sempre e sto cercando di organizzare le cose in modo di trarre vantaggio dal mio lavoro e non viceversa.

Lavoro sempre e ne sono contento. Mi piace quello che faccio e sono entusiasta delle cose che facciamo in 3DGIS. In linea di massima si lavora dalle 10 alle 14 ore al giorno, per cercare di costruire qualcosa e per cercare di superare questa fastidiosa crisi.

Nel corso degli anni ci si rende tuttavia conto che esistono dei limiti. Il giorno è fatto di 24 ore e non tutte sono utili per lavorare. Oltre a questo dovreste anche considerare il fatto che non è possibile fermare il flusso di email, tweet e altri stream di bit che invadono le nostre vite.

Non potete pensare di riuscire a fare tutto quello che in un giorno vi viene chiesto. Triste, vero? Eppure esserne consapevoli è fantastico. Semplicemente dovete decidere a cosa dare priorità e lavorare di conseguenza. Prima le cose importanti e poi le frivolezze, anche a costo di dire dei no a clienti poco corretti.

Ogni tanto staccate la spina dalle email. Se qualcosa è urgente non dovrebbero mandarvi un’email: dovrebbero chiamarvi al telefono.

Se avete la possibilità di demandare, fatelo. Se avete la possibilità di delegare per qualche giorno le vostre attività, ogni tanto prendetevi una vacanza per stare in famiglia.

Se vi consola, lavorando 24 ore al giorno non farete i soldi. Anzi ne perderete… insieme alla salute.

Gestire il nostro tempo è solo questione di volontà. Facciamolo.

A volte bisogna evadere…

No, non le tasse. Quelle vanno pagate tutte, indipendentemente dai dettami del porporato di turno o delle idiozie di qualche leghista annebbiato da qualche prosecco di troppo. Siamo una società civile ed è giusto rispettare le regole (sarebbe ora imparassimo a farlo).

Bisogna evadere dagli schemi. Pensare lateralmente. Bisogna cercare nuove soluzioni alle sfide della vita, cercando di migliorare sempre e costantemente.

Cambiare il mondo a piccoli passi è possibile.
Innovare e far crescere il proprio territorio con azioni concrete e non con parole piene di ipocrisia e mancata vergogna.
Bisogna avere l’entusiasmo che ci porti a evadere da una brutta realtà… Bisogna essere forti e affrontare le difficoltà a testa alta pensando di poter cambiare qualcosa.

Abbiamo un’opportunità. Ognuno di noi può cambiare il suo piccolo mondo. E migliorare il mondo di qualcun altro…
Evadere da spenti pensieri per innovare il proprio mondo.

Change Rovigo, Change the world.

Tassa sul Junk food. Abbiamo saltato il dolce e ora siamo alla frutta.

Credo che abbiamo finito le idee sul come spillare i soldi ai contribuenti.
Siamo arrivati a tassare il grasso che circonda il nostro ombelico.

Premetto che storicamente faccio parte della categoria dei cicci, quindi posso dire di conoscere bene il problema ma non avrei mai pensato che si potesse utilizzare la scusa della dieta mediterranea per appiopparci una nuova bella tassa da pagare.

Non si tratta di un’invenzione italiana ovviamente (se non altro le cose che si inventano da noi, di solito, hanno un po’ di genio) ma della classica soluzione importata.

Questo giro la scusa è il disincentivo del consumo dei cibi non salutari. Peccato che nessuno sappia su che parametri si basa questa selezione di non salubrità. L’obiettivo del gettito è il rinvigorimento della spesa sanitaria (non è sufficiente?).

Banalmente vedo due problemi a questa cosa:

  • i ciccioni golosi se fregano se le patatine o i cioccolatini costano un euro in più.
  • si penalizzano i prodotti made in Italy.

Insomma la salvaguardia del nostro girovita passa per il nostro portafogli.

“Sogno un Polesine guidato da giovani eccellenze”

Leggo sulla voce di Rovigo del 14 gennaio 2012 l’intevento del presidente della Camera di Commercio.

Di tutto mi colpisce un trafiletto che riporto:

“Sogno che al Censer si sviluppi un polo Universitario di eccellenza che possa diventare il volano per la nascita di nuove aziende e lo sviluppo di internazionalizzazione e l’aggregazione di contenuti”.

Ok!!!! Ma ci ricordiamo che il CUR l’avete distrutto voi? Avete abbattuto l’unico corso che poteva fare aumentare esponenzialmente il PIL del Polesine: Ingegneria Informatica.

Un po’ meno ipocrisia per favore…