Lettera aperta alla connettività polesana

Caro Polesine, non ho mai smesso di sognare. Qualche anno fa, diversi ormai, fantasticavo su linee Internet ad alta velocità, viste nei film, e mi chiedevo quando avremmo avuto noi la fortuna di poterne usufruire. Parlo della seconda metà degli anni novanta, ben quindici anni fa. Un tempo ragionevole per consentire interventi infrastrutturali pervasivi.

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Sono connesso stabilmente alla rete dal 1997, con qualche esperimento fatto anche prima. Già, perchè prima della grande rete c’erano le BBS e la grandissima nella sua ridotta portata FidoNet. Magari qualcuno che si riserverà il tempo per leggere questa lettera ne ha ricordo. Ho esigenze diverse dalla media ma non ho mai chiesto molto: riponevo solo l’aspettativa di essere al passo con il mondo.

Scrivo dal 2010. Dovremmo essere in “odissea nello spazio” da anni, con mezzi di trasporto futuribili e un’economia sostenibile nel benessere generale. Nulla di tutto questo è purtroppo accaduto e ci troviamo alla ricerca di soluzioni ai soliti vecchi problemi, ciclicamente accentuati da bolle di sapone finanziario.
Sono un ingegnere informatico e da qualche anno sono un imprenditore: progetto software. Per farla breve non posso lavorare senza Internet.

Ho cominciato la mia attività lavorando da casa, nella mia camera da letto. In fondo per fare impresa oggi bastano buone idee, un computer e un’ADSL.
Già, peccato che nella frazione di Ceregnano dove abito l’ADSL non arrivasse all’epoca. Avevo 22 anni, nessuna sponsorizzazione alle spalle (mamma e papà sono operai) e non potevo permettermi un ufficio in centro. Da buon Italiano mi sono arrangiato con una linea digitale superveloce, l’ISDN.

Dopo circa un’anno arriva la novità da parte di Telecom Italia, la zona ADD – Anti Digital Divide. A fronte di una media nazionale da 2 a 7 Mbps, mi veniva offerta una connettività massima a 640 Kbps. In fondo era comunque 6 volte più veloce e accettai l’offerta. Dopo i primi problemi iniziali, credo fisiologici, per un paio d’anni le cose hanno funzionato a dovere.
Salvo qualche guasto saltuario, la connessione ADSL ADD riusciva a agevolare il mio lavoro, tralasciando ovviamente i massicci spostamenti di dati che a volte caratterizzano la mia attività. In quei casi, ci si rivolge ad amici, collaboratori o corrieri ed il problema è arginato.

Tutto splendido fino a qualche mese fa. Da prima dell’estate del 2009 infatti la connessione ADD comincia ad arrancare. Probabilmente siamo alla saturazione della centrale.
Dovete infatti sapere che una connessione ADSL ADD è una finta ADSL. La centrale viene cablata tramite connettività tradizionale HDSL o simile, ma non comunque con fibra e viene installato un MiniDSLAM per offrire ADSL alla zona. Quindi tutti escono con la stessa connettività limitata. Finita la banda disponibile (poca), si comincia a rallentare.

Da mesi infatti il mio ufficio è connesso a 10 KB/s e non a 80KB/s come in precedenza. L’ISDN era più veloce. Attendi un mese, attendi due… nessuna miglioria. Sicchè ho cominciato la mia attività di segnalazione assillante. Test di velocità e seguente apertura ticket quotidiano per circa due settimane di seguito. Telecom Italia mi ha chiamato, dicendomi: “Sappiamo della situazione ma non ci possiamo fare nulla. Speri nelle nuove pianificazioni”.

Ora ho quasi risolto. Mi sono trasferito operativamente a Rovigo, pur cercando di mantenere un approccio operativo distribuito. Se qualcuno non ha voglia di venire in ufficio che lavori pure da casa. Peccato che ogni volta che cerchi di lavorare da casa, diventi depresso o nervoso.
Caro Polesine, in fondo mi chiedo come faremo mai a crescere finchè non possiamo offrire a tutti le stesse possibilità…

Eduard Roccatello

PS: Mi piacerebbe raccogliere le vostre situazioni ed opinioni in merito a questo problema. Scrivetemi!

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Navigazione anonima tramite SSH e SOCK5

Siete connessi ad un hotspot condiviso o nella vostra rete locale aziendale e non sentite la vostra privacy al sicuro. Forse siete solo paranoici o forse sono stati installati dispositivi per tracciare le vostre attività senza che voi ve ne accorgiate. Nel caso migliore potreste tuttavia voler solamente accedere al vostro account Facebook ma il vostro amministratore di sistema ve lo impedisce… (ha! ha! :-D )

Come tecnico non potete non desiderare il bypass di queste limitazioni (magari per il solo gusto di farlo :-) )!
Perciò… se il vostro sysadmin vi consente la connessione a server remoti via SSH… ecco la soluzione!

SSH ha una splendida caratteristiche che vi consente di incanalare tutto il traffico diretto verso una certa porta del sistema locale. Ma… se non avete un proxy dall’altro lato del tunnel?

Non preoccupatevi! SSH ha una soluzione per voi… lo potete utilizzare come un server SOCK5 grazie all’allocazione dinamica del tunneling!

ssh -D PORTA_LOCALE_SOCK INDIRIZZO_DEL_SERVER

Avviatelo ad esempio con: “ssh -D 8123 ssh.myserver.com”. Avviate ora Mozilla Firefox ed impostate 127.0.0.1 con porta 8123 come SOCK5 nell’interfaccia per la configurazione della rete (dove impostate anche i proxy).

Happy hacking e buona navigata! ;-)

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Guida ai beep del BIOS per la diagnostica

La diagnosi dei malfunzionamenti dei nostri amati personal computer è quanto meno problematica. Accade spesso che una macchina non si accenda, facendo pensare ad un guasto dell’alimentatore, o che si rifiuti di partire con criptici messaggi del BIOS. Questa componente, pur essendo stata resa obsoleta dall’introduzione della tecnologia EFI, è ancora predominante fra le schede madre oggi in commercio, salvo qualche generosa eccezione che consente la scelta della tecnologia da utilizzare.

bios

Per facilitare la diagnosi i BIOS moderni emettono una sequenza di beep acustici, dove ad ogni sequenza corrisponde un particolare significato, che dovrebbe aiutare nella diagnosi.

Nel caso di un BIOS Award, le sequenze sono le seguenti:

  • 1 lungo + 2 brevi
    Errore della scheda video
  • 1 lungo
    Errore della memoria RAM
  • 1 lungo + 3 brevi
    Errore della scheda video
  • 1 lungo continuato
    Errore della scheda video o della memoria
  • 1 beep con pausa ogni 2 secondi
    Errore della memoria ECC

Nel caso di un BIOS AMI:

  • da 1 a 3 brevi
    Errore della memoria RAM
  • da 4 a 7 brevi
    Errore della scheda madre
  • 8 brevi
    Errore della scheda video e/o della memoria video
  • 9 brevi
    Errore generico
  • 1 lungo + 3 brevi
    Errore nel test della memoria
  • 1 lungo + 8 brevi
    Errore nell’accesso alla scheda video

Nel caso di un BIOS PHOENIX:

  • 1 + 1 + 4 brevi
    Errore generico del bios
  • 1 + 2 + 2 brevi
    Errore generico sulla scheda madre
  • 1 + 4 + 2 brevi
    Errore della memoria
  • 2 + 1 + 1 brevi
    Errore della scheda video o della memoria
  • 4 + 3 + 4 brevi
    Batteria tampone scarica
  • 4 + 2 + 1 brevi
    Errore del chipset
  • Brevi e continui
    Mancano i moduli di memoria

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Aggiungere un alias IP alla rete di Mac OS X

Nelle reti complesse è a volte necessario aggiungere un alias IP ad una qualsiasi interfaccia di rete: magari si è assegnato un IP statico e si sta lavorando su una subnet diversa o semplicemente si può dover testare il routing o delle politiche di sicurezza.

Si tratta infatti di un’operazione molto comune sotto Linux e facile da eseguire anche sotto Windows.

Anche su Mac OS X non è complesso. E’ solamente un po’ nascosta in quanto si va ad utilizzare il Terminale invece dell’interfaccia grafica, in combinazione con la potenza del comando ifconfig.

Ecco come creare un alias IP su Mac OS X:

sudo ifconfig INTERFACCIA alias IP NETMASK

Ad esempio: sudo ifconfig en1 alias 192.168.1.100 255.255.255.0

Per rimuovere l’alias:

sudo ifconfig INTERFACCIA -alias IP

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Come risolvere i crash di Firefox e Java su Mac OSX

Un problema abbastanza comune su Apple Mac OSX durante l’utilizzo di Mozilla Firefox è l’occorrenza di crash sistematici durante l’uso di applicazioni Java incoporate nei siti web.

java crashes mozilla firefox

Stamane era mia intenzione caricare le foto di capodanno su Facebook tuttavia Firefox puntualmente andava in crash.

Al che ho deciso di indagare sulla cosa: ho aperto Console.app e ho verificato l’errore dato:

03/01/10 12.11.32    firefox-bin[6535] Apple AWT Internal Exception :
sun.misc.ServiceConfigurationError: javax.imageio.spi.ImageInputStreamSpi:
Provider com.sun.media.imageioimpl.stream.ChannelImageInputStreamSpi not found

L’errore è dovuto alle librerie imageio… Molto strano dato che non esiste un porting ufficiale su OSX per quella libreria nativa. Esiste tuttavia una versione sperimentale installata da Geotools che include le operazioni più basilari ma che fa a botte con Mozilla Firefox (mentre funziona con Safari).

Apriamo quindi ~/Library/Java/Extensions e rimuoviamo i seguenti file: jai_core.jar, jai_codec.jar e jai_imageio.jar.

Riavviate Firefox e tutto funzionerà.

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