Approfittare della crisi sfruttando le famiglie
Il Polesine sembra reagire alla crisi nel peggior modo possibile.
Arrivo a casa a Ceregnano e trovo nel sacchetto del pane un bigliettino. Sì, mi faccio ancora portare il pane a casa. Un po’ per comodità, un po’ perché è una vita che succede ed è bello avere il pane sempre fresco.
Il biglietto recita grosso modo così:
Gli ultimi rincari di carburante, materie prime e dipendenti ci costringono ad aggiungere 3 euro / mese per il costo di consegna del pane.
Trattasi di circa 10 centesimi al giorno, potenzialmente un’inezia anche escludendo le domeniche (non si consegna il pane di domenica), ma vediamo di fare due conti in tasca all’oste di turno.
Supponiamo per difetto (molto per difetto) che le famiglie servite siano 100.
Facendo due conti siamo a 300 euro di rimborso spese per la consegna. Io faccio una valanga di chilometri al mese e devo dire che con 300 euro di carburante di strada se ne fa. Supponiamo un giro di 20 km al giorno, pari a circa 2 litri di carburante. Siamo a 3,50 euro al giorno, facciamo 4 euro. Arriviamo quindi alla spesa di 88 euro al mese (considerando i soli giorni di consegna, circa 22). Facciamo 100 euro.
Pensandoci bene: le spese per le materie prime vanno in conto sul pane… chi prendiamo in giro? Per quanto riguarda il dipendente… c’era anche prima e faceva lo stesso servizio. Da quando me lo ricordo l’ho sempre visto/a.
Non mi va di trarre conclusioni affrettate ma mi sembra che il titolo che ho scelto dica tutto.